0232 – Ghiacciaio della Brenva, Alpi Occidentali, Massiccio del Monte Bianco, Italia. Questa immagine documenta l’ultimo massimo glaciale della Brenva (che in effetti si produrrà 2 anni più tardi, nel 1988). La fronte si attesta a 1390 m, alla stessa quota del limite massimo raggiunto nel 1818, mentre la sua distanza dalla morena ottocentesca è di 30 m circa e di soli cinquecento dalle infrastrutture del Traforo del Monte Bianco: un manufatto da cantiere interposto deve essere spostato più a valle. Dal 1990 inizia il perdurante, pluritrentennale ritiro (per la ricostruzione delle variazioni vedi la didascalia della foto 0235), che porta al quasi completo svuotamento dal ghiaccio della grandiosa conca morenica storica disposta trasversalmente allo sbocco della Val Veny: oggi (2023), al suo interno residuano due ammassi di ghiaccio morto; quello inferiore è lungo 450 m, possiede una superficie di 14 ha e pone il suo limite a 1510 m s.l.m., in tal modo risultando il ghiaccio di origine naturale alla quota più bassa nel territorio italiano. La placca superiore è lunga 680 m e ha una superficie di 12,6 ha. Tra i 1990 e il 2023 il ritiro del ghiacciaio risulta di 700 m rispetto al margine della placca inferiore ma sale a 2,8 km rispetto alla fronte attiva posizionata pensile sulle rocce della Pierre à Moulin. La quota minima frontale, che era a circa 1600 m nel 1560, scende a 1390 m nel 1818, risale ancora a circa 1600 m nel 1911 e, come detto, si porta sotto i 1400 m nell’espansione del 1988. Oggi può essere stimata a 2350 m, 1000 m più in alto rispetto al massimo storico. La superficie del ghiacciaio, che era di oltre 7 km2 nel 1818, si è riduce a 3,7 nel 2023, comprendendo anche i 0,26 km2 dell’area delle due placche di ghiaccio morto. La lunghezza dell’apparato passa dai 6,7 km del 1818 (ma anche del 1988) ai 3,7 del 2023.
Luglio 1986, Antonio Galluccio.

