0225 – Ghiacciaio di Pra-Sec

0225 – Ghiacciaio di Pra-Sec, Alpi Occidentali, Massiccio del Monte Bianco, Italia. Esposto a meridione, questo piccolo ma potente apparato è alimentato soprattutto dalle valanghe provenienti dalla soprastante, gigantesca parete SSE delle Grandes Jorasses (4206 m), la più alta della montagna (circa 1200 m). Occupa il fondo di uno stretto e ripido vallone, protetto sui due lati da spettacolari dirupi (tra i quali le Torri di Tronchey), che verso il basso si apre a ventaglio con un pendio roccioso molto scosceso e irregolare. Queste caratteristiche di giacitura sono probabilmente il motivo per cui il ghiacciaio ha mostrato solo minime variazioni negli ultimi 80 anni. Alcuni dati: nel 1947 viene descritta una lunghezza di circa 1 km e si rileva la quota minima frontale a 2380 m. Sessant’anni più tardi, nel 2006, passa rispettivamente a 984 m e 2466 m. Infine, nel 2023, la lunghezza stimabile è di 827 m mentre la quota minima frontale si pone a 2527 m (dati ricavati da Google Earth). Ha mostrato un notevole rimpinguamento nella recente fase positiva della seconda metà del XX Secolo – producendo consistenti dislocazioni della fronte – protrattasi fino al primo decennio del successivo. La falesia frontale è oggetto di monitoraggio mediante webcam e metodi di telerilevamento per opera della Cabina di Regia dei Ghiacciai Valdostani (CRGV), in relazione al rischio di crolli glaciali. Come pubblicato in alcune monografie (a esempio: rivista Nimbus 2025), questa remota colata ha denotato valori di velocità di flusso fuori scala, almeno in ambito alpino: 150 m/anno di media, con punte di oltre 300 m (2022). Davvero curiosa la sua storia: oggi uno dei pochi apparati sottoposti a monitoraggio multidisciplinare costante dopo essere stato uno dei più negletti a causa della difficoltà dell’accesso; secondo Gognablog (vedi articolo di Luca Signorelli, 10 dicembre 2024) è stato addirittura anche l’ultimo ghiacciaio delle Alpi a essere percorso dall’essere umano (1974). In definitiva, nel lungo periodo considerato, la superficie del ghiacciaio si è ridotta del 20% circa, mentre la fronte ha accusato un ritiro di soli 170 m: senza dubbio, uno degli apparati alpini meglio conservati.
Ottobre 2005, Antonio Galluccio.


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